Vetro Piano

Produzione

La tecnica di produzione attualmente utilizzata per la fabbricazione di vetro piano consiste nel far galleggiare il vetro fuso di provenienza dal forno fusorio su di un bagno di stagno liquido. Così realizzato, il vetro non ha più bisogno di levigatura superficiale e di ulteriore ricottura ed è in grado di subire eventuali ulteriori trasformazioni che gli conferiscano le prestazioni termiche, estetiche, meccaniche, elettriche, ecc. volute. Tra queste possiamo ricordare:
  • la modifica della composizione, per la produzione di vetri colorati e vetri speciali;
  • la associazione con altri materiali, che permette la realizzazione di prodotti compositi quali: vetro e polivinilbutirrale (sicurezza), vetro e resina (isolamento acustico), i vetri e gel (antifuoco), vetro con particolari funzioni estetiche (decorazione);
  • la trasformazione della superficie, attraverso trattamenti come la molatura o la satinatura dei vetri utilizzati nell’architettura di interni e la decorazione;
  • il deposito superficiale di strati sottili per la fabbricazione di specchi, di vetri smaltati, di vetri a controllo solare o di vetri che permettono il risparmio energetico;
  • l’indurimento meccanico attraverso la tempra termica o chimica per la produzione di vetri di sicurezza.

Le fasi principali della produzione del vetro piano sono:

Fusione delle materie prime

Le materie prime, contenute in silos, vengono elettronicamente pesate con una precisione pari ad 1/1000 e opportunamente miscelate e umidificate. Si ottiene così la miscela vetrificabile che viene convogliata, mediante nastri trasportatori, nel forno fusorio, all’interno del quale la temperatura raggiunge i 1550 °C, la più alta dell’industria.

Float

A 1100°C il vetro fuso cola dal forno su di un bagno di stagno fuso. Il vetro galleggia sulla superficie liquida e piana e viene tirato sino a divenire un nastro a facce parallele. Sui bordi del nastro le ruote dentate (toprolls) distendono o retraggono il vetro lateralmente, per ottenere lo spessore desiderato. Gli spessori ottenuti sono compresi tra 1,1 e 19 millimetri.

Ricottura

Deposto a 600°C sui rulli di un tunnel di raffreddamento, lungo 100 metri, il nastro di vetro si raffredda sotto controllo fino alla temperatura ambiente. Il nastro di vetro acquista intorno ai 500°C le proprietà di un solido perfettamente elastico.

Squadratura

Raffreddato all’aria libera, il nastro di vetro è controllato e, successivamente, tagliato in lastre dalla dimensione massima di 6×3, 21 metri, con taglio dei bordi longitudinali. Gli elementi sono successivamente posizionati verticalmente su dei cavalletti per mezzo di elevatori a ventosa.

Vetro stampato

All’uscita dal forno, il vetro passa tra due rulli metallici che gli conferiscono lo spessore ed il disegno desiderati. In tal modo sono prodotti i vetri stampati, utilizzati nell’architettura di interni, nell’arredamento, nella decorazione.