Quarto Rapporto di Sostenibilità di Assovetro

La roadmap di sostenibilità dell’industria italiana del vetro. Le rinnovabili raggiungono il 37%, si dimezzano i consumi idrici 

Nel 2024 il fatturato è stato di 3,8 miliardi di euro con un’occupazione stabile di oltre 11.000 addetti.  Il 9% del fatturato destinato a impianti e innovazione. Diminuiscono le emissioni di NOX e SOX. Aumentano le certificazioni ambientali

Roma, 14 aprile 2026 – In uno scenario caratterizzato dall’aumento dei costi energetici, dalle incertezze economiche e dalle sfide globali, l’industria italiana del vetro prosegue il suo percorso di trasparenza e sostenibilità. Il fatturato, nel 2024, è stato di oltre 3,8 miliardi di euro; il rapporto costi/ricavi è migliorato attestandosi all’88,2%; gli investimenti per ambiente e sicurezza hanno raggiunto i 30 milioni. Migliorano le performance in economia circolare; si dimezzano, dal 2016, i consumi idrici; resta alto l’uso efficiente delle risorse naturali; l’energia consumata nel 2024 è per il 37% rinnovasostanzialmente stabili, nel breve periodo, le emissioni di CO2, ma in calo a lungo termine; l’energia consumata nel 2024 è per il 37% rinnovabile, solo due anni prima era l’11%

Il quarto Rapporto di Sostenibilità di Assovetro, l’Associazione Nazionale degli Industriali del Vetro aderente a Confindustria, presenta un quadro chiaro, accurato e completo delle prestazioni dell’industria italiana del vetro dal punto di vista sociale, economico e ambientale nei due anni di crisi 2023-2024. Per la sua rendicontazione ha esaminato 14 Aziende Associate, 11 produttrici di vetro cavo e 3 di vetro piano che rappresentano, nel loro complesso, l’80% circa della presenza industriale installata in Italia.

“Questo Rapporto dimostra – ha detto Marco Ravasi, Presidente di Assovetro – che, nonostante il contesto difficile, le imprese del vetro continuano a percorrere la via di una produzione sempre più sostenibile, investendo in ricerca e sviluppo e adottando soluzioni per ridurre l’impatto ambientale. Come industria siamo fermi nel nostro impegno a perseguire la transizione ecologica, ma è necessario il supporto delle Istituzioni e della politica per vincere una sfida che potrà cambiare il modo di fare industria in Italia.”

La Performance economica, fatturato e investimenti

Nel biennio 2023-2024, la produzione di vetro ha registrato un rallentamento attestandosi sui 5 milioni di tonnellate a causa del calo dei consumi dovuti all’inflazione e alle tensioni internazionali. La ripartizione della produzione di vetro delle Aziende Associate ad Assovetro vede la quota maggiore, 86%, destinata alla produzione di vetro cavo (il 93,8% per i contenitori per prodotti alimentari e farmaceutici) e il 12,2 % per il vetro piano, edilizia, automotive ecc.  Nella dinamica dei costi di produzione emergono le spese per l’energia che hanno inciso sui costi di produzione del 22,12% nel 2023 e del 18,90 nel 2024 (nel 2022 erano arrivate a quasi il 29% con picchi del 56%), con ricadute negative sulla competitività. Il fatturato di 3,82 miliardi è realizzato prevalentemente in Italia (73,7% nel 2024). Gli investimenti sostenuti per impianti di produzione e per innovazione, che sono fra i principali indicatori della propensione all’aggiornamento tecnologico dell’industria del vetro, nel 2024, sono stati di oltre 270 milioni di euro (circa il 9% del fatturato), la somma più alta dal 2016, ad eccezione di un picco nel 2018.

Le Performance ambientali crescono le rinnovabili e la circolarità

La produzione di vetro è un’attività energivora in quanto, per essere fuso e plasmato, il vetro deve raggiungere alte temperature. Il consumo di energia rappresenta quindi un indicatore chiave per il settore – sotto il duplice profilo economico e ambientale – sia in termini di consumi assoluti, che di efficienza energetica e di utilizzo di energia prodotta da fonti rinnovabili. Nel biennio considerato i consumi energetici, soprattutto gas (65%) sono leggermente diminuiti anche a causa del calo della produzione e l’indicatore di prestazione energetica è restato costante tra il 2016 e il 2024, pari a 0,18 TEP / ton di vetro fuso. Il dato che emerge nel 2024 è la straordinaria crescita delle rinnovabili, arrivate al 37%: il dato è dovuto ad un aumento delle Aziende che utilizzano energia non da fonti fossili e da un’Azienda al 100% rinnovabile. 

Le emissioni di CO2 (che derivano principalmente dal processo di fusione ad alta temperatura) prodotte per tonnellata di vetro fuso, hanno avuto un andamento in leggero aumento rispetto al 2021, ma in forte calo rispetto al biennio 2019-2020 (sono diminuite di circa il 70% rispetto a 40 anni fa). Sono diminuite anche del 36,5% rispetto al 2016 le emissioni di ossido di azoto e del 42,9% quelle dell’ossido di zolfo. I consumi idrici si sono ridotti significativamente, grazie all’adozione di tecniche e sistemi mirati: i consumi idrici per tonnellata di vetro fuso sono passati dai 2,16 m3/ton del 2016 a 1,18 m3/ton del 2024.

Il vetro resta un modello per l’economia circolare: nel 2024 cresce la raccolta differenziata arrivata al 91% e gli imballaggi in vetro avviati al riciclo sono aumentati del 2,8% con un tasso di riciclo dell’80,3%. Nel 2024 le vetrerie hanno utilizzato in media il 57% di vetro riciclato risparmiando materie prime, energia e CO2. Le certificazioni ambientali, un indicatore chiave dell’attenzione verso l’ambiente, crescono in termini di siti certificati, + 51  dal 2016.

Sostenibilità sociale, sempre di più i contratti stabili e diminuisce il gender gap

A fine 2024 le Aziende italiane del vetro cavo e del vetro piano impiegavano, complessivamente, 11.031 addetti, un numero quasi del tutto invariato dal 2016. Sotto il profilo contrattuale, i due comparti si caratterizzano per la netta prevalenza di forme contrattuali stabili (91,5%). I contratti integrativi prevedono per la maggior parte servizi di welfare (73,7%), l’erogazione di premi variabili collettivi.  L’industria del vetro sta cercando di colmare il gender gap. L’occupazione femminile è più nutrita tra le impiegate (25,8%) e quadri (24,4%). La posizione apicale di dirigente vede solo una percentuale femminile del 15,5%. Le ore di formazione nel 2024 sono state complessivamente 174.735 con il 31,4% di ore di formazione obbligatoria in materia di ambiente, salute e sicurezza del lavoro.

Scarica il Rapporto di Sostenibilità 2025

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