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Altri vetri
     
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Figura 1 - Tubi di vetro

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Figura 2 - Tubi di vetro

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Figura 3 - Mattoni in vetro

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Figura 4 - Mattoni in vetro

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Figura 5 - Vetri per isolamento elettrico
Tubi di vetro

Il tubo di vetro trova la sua prioritaria applicazione nella realizzazione di contenitori per uso farmaceutico. Per tale motivo il vetro è un "borosilicato" ("vetro neutro") che risponde ampiamente a quanto richiesto dalle Farmacopee Ufficiali. Le materie prime sono scrupolosamente selezionate e provengono dai fornitori più qualificati da ogni parte del mondo; le loro caratteristiche granulometriche, i titoli ed i livelli di impurezze sono tenuti costantemente sotto controllo e testati nel laboratorio chimico della vetreria produttrice. La pesatura e la miscelazione delle materie prime avvengono con moderne apparecchiature computerizzate, tali da garantire la costanza delle ricette, presupposto fondamentale per assicurare la qualità del prodotto. 
L'industria farmaceutica richiede un vetro con elevata stabilità chimica, resistente agli sbalzi di temperatura ed a basso coefficiente di dilatazione, con tolleranze dimensionali costanti e rigorosamente controllate per garantire i massimi rendimenti quantitativi e qualitativi nella fabbricazione di fiale, flaconi, siringhe, etc. Per taluni farmaci è richiesto anche l'assorbimento selettivo delle radiazioni luminose (vetro giallo).

Caratteristiche chimiche e fisiche del tubo di vetro borosilicato bianco
Dati fisici°CComposizione chimica    
Punto di lavorabilità 1150SiO2 73%
Punto di rammollimento770B 2O 311,2%
Punto di ricottura545A1 2O 36,8%
Punto di tensione515Na 2O6,5%
Coefficiente di dialtazione (a x10-7)50°C-1K 2O1,2%
Densità g/cc2,34CaO1,2%
Indice di rifrazione1,49BaO<0,2%
Resistività di volume6,9 ohm - cm

(espressa in log. alla T=250°C)




Caratteristiche chimiche e fisiche del tubo di vetro borosilicato ambra
Dati fisici°CComposizione chimica    
Punto di lavorabilità 1140SiO2 70,2%
Punto di rammollimento760B 2O 310,5%
Punto di ricottura535A1 2O 35,8%
Punto di tensione505Na 2O5,8%
Coefficiente di dialtazione (a x10-7)50°C-1K 2O1,3%
Densità g/cc2,36CaO<1,0%
Indice di rifrazione1,51BaO<2,0%
Resistività di volume7,0 ohm - cmFe 2O 31
(espressa in log. alla T=250°C)
TiO 2 3

La fusione della miscela vetrificabile avviene in bacini di fusione a temperature molto elevate (> 1600°C), con il ricorso alla ossicombustione e con l'impiego di "Booster" elettrici . Il vetro fuso è successivamente sottoposto ad operazioni di affinaggio e di condizionamento prima di giungere al processo di formatura vera e propria, la quale avviene nell'impianto "Danner" che presenta un mandrino rotante in una muffola di formatura, termicamente controllata. Il flusso di vetro, in uscita dal canale di distribuzione del forno deve avere temperatura e viscosità predeterminate e costanti, affinchè il vetro possa scorrere regolarmente verso la parte più bassa di un mandrino ruotante, dove un soffio costante d'aria produce la formatura del tubo.
Il tubo incandescente, ma già formato e di adeguata consistenza, è "tirato" da una macchina installata a qualche decina di metri (50-100 m.) di distanza dalla muffola di formatura, sostenuto e guidato da rulli di grafite, fino alla macchina di tiro e taglio. Il bilanciamento dell'intero processo è garantito dal controllo dell'aria di soffiaggio attraverso l'asse del mandrino e dalla regolazione della velocità della macchina tiratrice.
In un tale sistema, a fronte di una velocità costante della macchina tiratrice, un aumento di aria produrrà tubi di diametro maggiore e di minor spessore, mentre un aumento della velocità della macchina tiratrice con aria costante produrrà tubi di minor diametro e di maggiore spessore. In definitiva con la combinazione di questi due parametri può essere prodotta una infinita gamma di diametri e spessori.


Mattoni in vetro
Il mattone in vetro è utilizzato per l'edilizia tradizionale (coperture, pavimentazioni, strutture verticali) con scopi prevalentemente funzionali (illuminazione di ambienti con poca luce, necessità di isolamento termico e/o acustico) e per l'arredamento di interni ed esterni con scopi prevalentemente decorativi. 
L'idea di base sta nel fatto di associare alle caratteristiche tecniche del mattone in vetro una buona qualità ed una piacevolezza estetica del vetro, che consente a tale prodotto di essere utilizzato come materiale alternativo ai tradizionali muro dipinto, muro con piastrelle, ecc.) nella decorazione di interni e nell'arredo urbano più qualificato, fornendo agli architetti nuovi spunti per le loro realizzazioni. Il mattone in vetro infatti, oltre a possedere una resistenza meccanica simile a quella di un mattone, consente, grazie alla sua trasparenza, di risolvere i problemi di luce di molti ambienti. Oggi, grazie all'utilizzo di materie prime della più alta qualità, all'inserimento nelle linee produttive di macchinari studiati appositamente, all'applicazione di antiche e sperimentate tecniche di colorazione e di trattamento e a rigorose procedure di controllo sistematico, il vecchio “vetrocemento” si è trasformato in mattone di vetro, un nuovo e raffinato oggetto d'arredo architettonico per interni e per esterni, per la casa e la città, da fabbricarsi anche “su misura”, secondo le esigenze e la destinazione. Il mattone in vetro è prodotto destinato al mercato alto, non più oggetto di servizio, ma soggetto autonomo, che esprime e valorizza in pieno tutte le sue potenzialità anche come oggetto d'arredo, necessario alleato della creatività e delle realizzazioni ad alto profilo estetico-formale di architetti, progettisti e interior designer. Numerose sono state fino ad oggi le grandi realizzazioni che hanno scelto la trasparenza, la modularità e la resistenza strutturale del mattone di vetro come cifra distintiva, dal Palazzo Hermes di Renzo Piano, Libreria Deusto di Raffael Moneo, Technology Museum dello studio Ulrich Wolf & Helge Pitz a Berlino (Germania), al Teatro Puccini di Ferrini & Davighi a Firenze (Italia), fino alla Torre Malecon, Buenos Aires (Argentina), che nel 2002 è stata dichiarata, dalla commissione per l’ambiente dell’American Institute of Architects (AIA), uno dei dieci migliori esempi di architettura sostenibile. 

Il processo produttivo del mattone di vetro
Le materie prime (come sabbia, soda e marmo, per citare le fondamentali) contribuiscono in modo determinante a definire la qualità del prodotto, e pertanto vengono selezionate secondo severi criteri. Vengono inizialmente controllate ed immagazzinate nell’impianto di composizione, che in modo automatico ne effettua il dosaggio secondo una determinata ricetta. La miscela è avviata al forno di fusione nel quale ad una temperatura di circa 1500° si trasforma in vetro; le modalità di gestione del processo di fusione sono determinanti per garantire i livelli di qualità del vetro richiesti. Successivamente, il vetro fuso è canalizzato verso le linee di produzione, a monte delle quali un impianto denominato “feeder” lo trasforma in “goccia”, con peso e frequenze determinati. La “goccia” di vetro scivola e cade all’interno di uno stampo dove prende la forma desiderata grazie alla pressione di un pistone, producendo così la prima metà del mattone. Lo stampo da una parte e il pistone dall’altra generano, secondo la loro geometria, il disegno vetro interno ed esterno, la forma e le dimensioni. Le metà di mattone ottenute vengono poi avviate ad una “giostra”, dove vengono saldate a fuoco tra di loro a due a due, dando così origine al pezzo finito. Una volta saldato, il mattone di vetro prosegue nel tunnel di ricottura, dove è raffreddato lentamente, al fine di evitare la presenza di nocive tensioni residue. Alla fine del tunnel la qualità della produzione è garantita da una serie di controlli strumentali e visivi, prima di essere avviata alle lavorazioni di finitura (satinatura, verniciatura, imballaggio). La colorazione del vetro si determina attraverso due modalità principali: in “pasta”, a monte della linea di produzione, con l’inserimento nel vetro all’inizio del “feeder” di scaglie di speciali pigmenti vetrosi , chiamate fritte, per ottenere la perfetta omogeneità tra colore e vetro; oppure superficiale, a valle della linea di produzione, mediante un processo di iniezione di vernici particolari all’interno della camera del vetro. Nel primo caso si ottengono prevalentemente colori a tinte tenui, mentre nel secondo le tonalità sono pressoché infinite. 


Vetri per isolamento elettrico 
Il vetro è un materiale che esiste da oltre 5.000 anni e per il quale esiste un illimitato numero di possibilità di utilizzo.
Agli albori del XX secolo fu scoperto un nuovo promettente impiego: l’isolamento delle linee di trasporto dell'energia elettrica ad alta tensione attraverso l’impiego di un nuovo trattamento termico chiamato "vetro temperato" che irrobustisce notevolmente l'oggetto di vetro. questa scoperta produsse un importante miglioramento delle proprietà meccaniche del vetro, materiale notoriamente conosciuto come fragile.
Grazie alle eccellenti proprietà meccaniche e dielettriche, il vetro temperato è risultato essere il materiale più idoneo per l'isolamento delle linee elettriche ad alto voltaggio.
 
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